(Italiano) DAMN Pietra come materia del nostro futuro

(Italiano) DAMN Pietra come materia del nostro futuro

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DAMN è un progetto di ricerca pluriennale che l’Accademia promuove in collaborazione con partner del territorio e internazionali finalizzato a indagare un rapporto sostenibile con le risorse naturali della pietra attraverso la lente del design, della scultura, della scienza e della tecnologia. Ogni anno il progetto si concentra su un tema diverso attraverso conferenze, nuove produzioni e un workshop intensivo, invitando studenti, studiosi e aziende, ad affrontare le sfide per il futuro delle risorse del marmo

 

Immaginare l’Accademia come un luogo dedito alla formazione creativa solo all’interno dei propri spazi istituzionali rispecchia solo una parte della complessità dell’anima di un’Istituzione contemporanea per l’alta formazione artistica. Un intenso programma di iniziative finalizzate alla sperimentazione, alla valorizzazione e alla promozione della ricerca e della produzione dei linguaggi creativi contemporanei coinvolge annualmente gli studenti e le studentesse oltre la consueta attività didattica.

Ideato come interfaccia tra l’accademia e il mondo e come spazio di dialogo tra l’Accademia intesa come l’insieme dei suoi studenti e come struttura istituzionale, il programma esplora attraverso una varietà di formati le attuali prospettive sulla ricerca, la produzione e la creazione in ambito creativo in relazione ciò che nel contemporaneo può essere identificato come pubblico, politico, poetico, etico ed estetico.

È all’interno di questa cornice che prende forma DAMN, un progetto di ricerca internazionale che l’Accademia ha avviato nel 2018, in occasione della partecipazione dell’Istituzione alla mostra Young Stone Project a cura di Raffaello Galiotto e Vincenzo Pavan nell’ambito di Marmomac.

DAMN nasce con l’intenzione di indagare un rapporto sostenibile con le risorse naturali della pietra attraverso la lente del design, della scultura, della scienza e della tecnologia focalizzandosi ogni anno su un tema diverso attraverso conferenze, nuove produzioni e un workshop intensivo e invitando studenti, studiosi e aziende, ad anticipare scenari alternativi, interrogare i desideri e affrontare le sfide per il futuro delle risorse del marmo. In un momento di crescente crisi ecologica, economica e politica su scala globale, DAMN si occupa di una delle principali risorse del territorio in cui l’Accademia opera,

che più attraggono e catalizzano investimenti sociali, scientifici, artistici, politici, ambientali ed economici sia sul piano locale che su quello internazionale. L’obbiettivo di questo sguardo al locale è contribuire in modo responsabile, radicato e partecipato al più ampio dibattito su un futuro sostenibile.

 

La metodologia

Per affrontare e creare nuovi modi di progettare, DAMN si basa su un approccio innovativo: da un lato prende la matericità della pietra come punto di partenza del design e analizza i linguaggi artistici, i processi tecnologici e le potenziali nuove applicazioni progettuali con cui trasformare e ampliare le possibilità del marmo. Dall’altro, indaga il locale attraverso il dialogo con gli attori chiave del territorio e un costante confronto con la comunità transnazionale grazie alle reti che l’Accademia di Belle Arti di Verona sta sviluppando sia con i singoli che con le istituzioni a livello internazionale.

Nelle sue tre edizioni il progetto si è ampliato fino a coinvolgere oltre 40 studenti, realizzare 8 nuove produzioni e organizzare una serie di conferenze e convegni con curatori, designer, architetti e professionisti di fama internazionale tra cui Edoardo Bonaspetti, Raffaello Galiotto, Mikayel Ohanjanyan, in sinergia con una rete di partner italiani e internazionali tra cui Arab American University di Palestina, Asmave, Desamanera, Donatoni Macchine, Ordine degli Architetti e Ordine degli Ingegneri di Verona, Scuola del Marmo di Sant’Ambrogio, Verona Stone District.

 

DAMN 2021. Un’edizione in chiave internazionale.

L’ultima edizione di DAMN, a cura del prof. Sotirios Papadopoulos in collaborazione con l’architetto Katia Gasparini, il designer Lorenzo Palmeri e la restauratrice Francesca Piccolino Boniforti, docenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona nelle Scuole di Design e di Scultura, è stata realizzata in collaborazione con la Scuola Tecnica del Marmo di Sant’Ambrogio di Valpolicella, partner del progetto fin dal suo avvio, e con il programma in Interior Architecture della Arab American University (AAUP) di Ramallah in Palestina, per cui l’Accademia ha progettato un corso di laurea in Design di Interni e avviato un programma di scambi internazionali di tirocini per studenti e di mobilità docenti, chiamati dall’Accademia in Palestina per insegnare agli studenti del campus di Ramallah specifici corsi di design che integrano alla tradizione del Made in Italy, la flessibilità e le urgenze che il contesto palestinese richiede in termini di sostenibilità economica, reperimento e produzione di materiali ed estetiche coerenti con le culture di riferimento.

Visto lo stretto legame che lega l’Istituzione Italiana con quella Palestinese, è risultato naturale coinvolgere i reciproci studenti nel workshop internazionale di progettazione “Il Tempo nella Pietra” che si è svolto dal 18 al 29 maggio 2020 in modalità online.

A partire da una serie di riflessioni teoriche, il laboratorio ha indagato come i grandi cambiamenti che stiamo vivendo nel nostro tempo influiscono sull’autenticità,

l’apparenza e la riscoperta della pietra, trasformandone il concetto da materia inerte e statica a entità in continua evoluzione nel tempo e nello spazio.

Tema infatti di questa edizione di DAMN è stato la pietra come testimone privilegiato dell’Antropocene, la nostra epoca geologica caratterizzata da radicali cambiamenti dell’ambiente terrestre dovuti agli effetti su scala locale e globale dell’azione umana.

Quali strategie di progettazione permettono di inquadrare il marmo quale risorsa critica, spazio di interessi culturali, ambientali e politici e di potenziali nuove relazioni umane? E quali processi produttivi permettono di assicurarne la sua sopravvivenza in termini fisici ma anche di impatto sulle politiche di estrazione e difesa del territorio?

Attraverso l’applicazione comparata di tecnologie sottrattive e separative grazie all’uso di macchine a controllo numerico e di nuove tecnologie addittive che utilizzano la polvere della pietra naturale con l’aggiunta di leganti innovativi completamente inorganici, gli studenti sono stati chiamati a sperimentare differenti e innovativi processi di produzione che permettono di utilizzare poche risorse provenienti dai cicli della grande industria per realizzare nuovi prodotti che si adattano in modo sostenibile sia al contesto veronese sia a quello palestinese.

 

I partner. Un ruolo da protagonisti nel sostegno attivo dei giovani creativi.

Grazie al contributo dell’azienda Desamanera che opera nell’ambito della tecnologia additiva e della ricerca applicata ai materiali lapidei, a conclusione del workshop sono nati due nuovi prototipi, realizzati dagli stessi studenti dell’Accademia sotto la guida dei professionisti dell’azienda.

Arcadia di Francesco Lasala e Lorenzo Favaron in collaborazione con Alaa Abdalhameed, vincitore del Workshop DAMN, selezionato da una commissione internazionale composta da professionisti del mondo del design, dell’architettura e della formazione.

Metamorphosis di Francesco Marchioro, Mohammed Sarraj e Giulia Zampieri vincitore del Premio Desamanera selezionato dall’azienda sponsor.

Grazie al contributo della Scuola Tecnica del Marmo impegnata nella formazione professionale di tecnici della lavorazione della pietra e dell’azienda Grassi Cave 1880 che ha fornito il materiale, è stata prodotta dagli stessi studenti della Scuola anche una versione di Arcadia realizzata con le tecnologie sottrattive.

 

Un affondo nelle precedenti edizioni

Nel 2019 l’integrazione fra le Scuole di Design e di Scultura, la collaborazione con la Scuola del Marmo e con le aziende del territorio, capofila Donatoni Macchine, strutturata in un progetto didattico unitario e condiviso, ha consentito di mettere a fuoco nuovi obiettivi di ricerca nell’ambito dell’applicazione dei materiali litici per i rivestimenti tridimensionali.

Sono stati affrontati molteplici temi, quali il rapporto con la natura, la trasformazione estetica e percettiva dell’ambiente (rapporto sinestetico fra uomo-materia-spazio), le potenzialità della tecnologia per la progettazione e per il taglio della pietra, l’approfondimento delle caratteristiche estetiche, fisiche e mineralogiche di ogni materiale lapideo locale per una ricerca progettuale volta ad una nuova valorizzazione del Distretto litico veronese e ad utilizzo sempre più consapevole.

Grande spazio nel progetto è stato riservato alla formazione, organizzata con gli Ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri di Verona: sono stati coinvolti studenti, professionisti del settore e aziende in un percorso strutturato su due giornate di convegno incentrate sulla relazione tra design, pietra e innovazione, e sui linguaggi della scultura in relazione alla produzione artistica contemporanea.

Il progetto vincitore, Choise, di Panza, Minori, Sandri, un’opera al confine tra i linguaggi del design e della scultura, è stato selezionato da una commissione interdisciplinare e racchiude in sé i caratteri di estrema versatilità, valorizzazione di differenti materiali locali, ottimizzazione del taglio e dello scarto con lavorazione tecnologica e rifinitura artigianale, altro elemento caratterizzante e altamente qualificante del nostro territorio, la cui vocazione nella produzione e nella lavorazione della pietra vanta una storia antica e radicata nel cuore e negli occhi delle persone che lo vivono. Nel territorio vi sono infatti moltissime aziende che sviluppano ricerca sia sui macchinari per la lavorazione della pietra, sia sui materiali.

Fra le realtà più attive che mirano allo sviluppo e all’eccellenza, l’Accademia si propone come polo culturale e formativo nella rete produttiva, fucina di idee e terreno fertile per la ricerca e la creazione, formando i professionisti che nel tempo andranno a rinnovare la società e il mondo dell’impres