(Italiano) L’Accademia di Belle Arti di Verona è statale

(Italiano) L’Accademia di Belle Arti di Verona è statale

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DECRETO MINISTERIALE UFFICIALIZZA : « L’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI VERONA È STATALE»
Dal primo gennaio la Fondazione, istituto partecipato del Comune, sarà ente pubblico

Il Presidente Giaracuni: «Premiata un’istituzione del comparto dell’alta formazione che ha raggiunto livelli di eccellenza conclamati. Il corpo docenti sarà più che raddoppiato e potremo accedere a risorse e bandi perché faremo parte della grande famiglia del Ministero dell’Università»

 

È ufficiale. Dal primo gennaio 2023 l’Accademia di Belle Arti di Verona sarà statale.

Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha emanato il decreto che formalizza la statizzazione della Fondazione Accademia, che da ente partecipato del Comune di Verona è ora ente pubblico statale.

L’accordo che sanciva l’ultima tappa del passaggio al settore pubblico era stato approvato il 3 agosto scorso con voto unanime del consiglio comunale di Verona. E l’attuale decreto conclude un iter avviato nel 2017 per cinque Accademie storiche italiane private.

L’Accademia, già equiparata dal Ministero come un percorso universitario rilasciando diplomi di primo e secondo livello, si chiamerà dunque «Accademia di Belle Arti statale di Verona» e proseguirà con la sua offerta formativa, i progetti, le attività istituzionali e internazionali e le collaborazioni con professionisti, enti e organizzazioni culturali e sociali. Ma potrà contare su un corpo docente più che raddoppiato: si passerà da una quindicina a 40 insegnanti immessi in ruolo e inquadrati come personale statale. Ai 13 dipendenti, inoltre, si aggiungeranno un nuovo collaboratore e un direttore di ragioneria. Gli studenti attualmente iscritti transiteranno nell’Accademia statale nel rispetto degli studi già compiuti. Quanto alle risorse ministeriali saranno assegnate secondo i criteri di riparto previsti per le Accademie statali.

Gli organi attualmente in carica, infine, provvederanno alla costituzione degli organi dell’Accademia statale entro 60 giorni, compresa l’indizione delle elezioni del direttore e l’individuazione degli altri componenti del Consiglio Accademico che provvederanno infine a designare una terna per la nomina del presidente.

Entro il primo triennio di attività 2023-2025 il Ministero stilerà una valutazione sull’adeguatezza delle risorse strutturali, finanziarie e di personale in relazione all’ampiezza dell’offerta formativa e degli studenti iscritti.

«Ora comincia un lavoro di riorganizzazione e di valorizzazione delle attività e grazie all’ampliamento del bacino di insegnanti potenzieremo la nostra presenza sul territorio – spiega il presidente Marco Giaracuni –. Potremo attingere a risorse e a bandi ministeriali e, soprattutto, faremo parte della grande famiglia del ministero dell’Università».

«Si auspica anche – aggiunge il direttore Francesco Ronzon – un’apertura a un bacino più ampio di studenti. Ma, soprattutto, il passaggio al settore pubblico sarà garanzia di continuità nel futuro di questa lunga storia e corona un percorso di crescita qualitativa in ambito sia didattico che di ricerca di cui siamo assolutamente orgogliosi e soddisfatti».

L’Accademia di Belle Arti di Verona rappresenta un unicum nel panorama italiano. Fondata nel 1764 per volontà del pittore Giambettino Cignaroli, in un’epoca in cui la formazione artistica avveniva all’interno di botteghe e per una ristretta cerchia di artisti e appassionati, ha conosciuto trasformazioni e raggiunto diversi traguardi: il riconoscimento legale delle Scuole di Pittura, Scultura, Scenografia, Decorazione, Restauro e Progettazione artistica per l’impresa nel 2012 ha portato all’accreditamento di tutti i corsi dell’Accademia quale Istituzione per l’Alta Formazione Artistica (Afam) riconosciuta dal Ministero. Il pittore Cignaroli, che dal 2012 non dà più il nome all’Accademia, rimane il suo storico fondatore che ha avuto il merito di aver donato alla città di Verona quella che oggi è una nuova Accademia statale.

«Questo riconoscimento – conclude Giaracuni – premia un’istituzione del comparto dell’alta formazione che ha raggiunto un livello di eccellenza conclamato. Grazie al lavoro di concerto dell’ultimo quinquennio con il direttore Ronzon, e prima con il direttore Massimiliano Valdinoci, con la direttrice amministrativa Loredana Teramo, e con tutti i docenti, siamo riusciti a organizzare e sviluppare corsi, eventi e progetti che oggi l’Accademia porta in dote come parte della sua identità. Ringraziamo il Consiglio di amministrazione, l’Assemblea dei soci e i Revisori per il sostegno e la condivisione dato nei confronti del percorso di statizzazione. È, infine, un traguardo raggiunto anche grazie all’amministrazione comunale che oggi festeggia con noi».

L’Accademia conta oltre 700 iscritti e ha aperto l’anno 2022-2023 con un nuovo indirizzo biennale: Animation & Game Art, che si aggiunge a quelli già attivati. Gli studenti possono scegliere, infatti, tra una decina di indirizzi.

Per il triennio sono attivati i percorsi di Scultura, Decorazione, Scenografia, Pittura, Design e Nuove Tecnologie per l’Arte. Per la specialistica del biennio tre gli ambiti: Italian Strategic Design; Animation & Game Art; Mediazione culturale dell’arte «Atelier Direction».

C’è poi il consolidato percorso quinquennale di Restauro, a ciclo unico e a numero chiuso con due indirizzi: uno dedicato al restauro lapideo e di gessi e stucchi, l’altro a dipinti su tela, su supporto ligneo e sculture contemporanee.

L’Accademia, infine, ha aderito a progetti artistici nel settore ecologico, ha strutturato iniziative regionali con il mondo aziendale, ha sviluppato corsi di laurea in partnership con istituzioni internazionali come l’Arab american university in Palestina, e si è accreditata come una delle prime Accademie italiane per indici di internazionalizzazione Erasmus.