(Italiano) L’Accademia al monastero d’Astino di Bergamo

(Italiano) L’Accademia al monastero d’Astino di Bergamo

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Dodici ex studenti e diplomati hanno operato come professionisti restauratori nel recupero dell’antico complesso secondo un accordo con la Fondazione MIA, coordinati dai professori Marziali e Valdinoci

L’Accademia di Belle Arti statale di Verona ha partecipato alla recente inaugurazione dell’allestimento permanente «Il monastero restituito» sulla storia e gli interventi di recupero del complesso monumentale d’Astino e dell’omonimo monastero, a Bergamo. La mostra è organizzata dalla Fondazione MIA di Bergamo e dalla Valle d’Astino srl e ripercorre la storia del recupero strutturale, ma anche funzionale, dello splendido monastero fondato nel 1070 da monaci vallombrosani.

La presenza dell’Accademia non era casuale. Negli ultimi due anni, infatti, dodici ex studenti della Scuola di Restauro, grazie a una convenzione tra Accademia e Fondazione MIA, hanno operato come restauratori professionisti, partecipando a lavori di restauro e di recupero di intonaci, dipinti murali e arredi lignei. La convenzione è stata seguita dal professore Stefano Marziali, referente del progetto Astino e docente restauratore della Scuola di restauro dell’Accademia, e dal professore Massimiliano Valdinoci, direttore della Scuola.

«Con questa convenzione gli studenti già diplomati hanno intrapreso un percorso professionale. Abbiamo così sperimentato, per così dire, uno spin off dell’Accademia – spiega il professor Valdinoci –. E seguiranno altri bandi di questo tipo aprendo altre possibilità professionali ai nostri studenti e diplomati». «Il monastero d’Astino – aggiunge Marziali – è un unicum paesaggistico e storico coeso con il territorio circostante. Dopo decenni di abbandono, ha richiesto importanti interventi conservativi. Anche se i lavori più importanti sono stati realizzati tra il 2009 e il 2015, molti spazi interni richiedono ancora interventi di restauro. Anche grazie al lavoro dei nostri studenti, il monastero è oggi centro di cultura, condivisione, accoglienza e rigenerazione».Il monastero è stato centro di cultura, condivisione, accoglienza e rigenerazione».

Nel 2008, la Fondazione MIA ha dato il via a un progetto, che prosegue tutt’oggi, di recupero e pianificazione del paesaggio della Valle d’Astino insignita nel 2021 del Premio nazionale del Paesaggio. Le attività previste dalla Fondazione sono in linea con questa identità e passano per l’aspetto socio-culturale e per la proposta di percorsi di formazione e preparazione al lavoro, fino all’ambito spirituale, incentivando anche una mobilità dolce per raggiungere il sito e per far sì che chi vi si reca apprezzi anche il territorio in cui è immerso. Nel 2022, Bergamo è stata inserita tra le cento città europee che guideranno la sfida verso un impatto climatico zero entro il 2030.

Non a caso il monastero recuperato oggi produce energia verde, sostenibile anche nell’impatto estetico, riducendo i consumi e l’emissione di inquinanti nell’intera valle. «Proprio le diverse fasi del recupero e di ridefinizione delle funzioni del monastero – conclude Marziali – sono state raccontate sui sedici nuovi pannelli dell’allestimento che dialogano con il materiale descrittivo già esistente nello spazio espositivo. Da questo ereditano alcuni aspetti formali, ma ne rinnovano il sistema narrativo: da didascalico a didattico, da una serie di descrizioni testuali e puntuali ad argomentazioni strutturate per mostrare al visitatore le buone pratiche adottate nel recupero del Monastero. A ogni pannello è associata un’illustrazione originale, attorno alla quale ruotano i diversi approfondimenti. Ogni illustrazione, vero cuore narrativo del pannello, è stata realizzata da un ex-studente dell’Accademia, Alexandru Vlad Hristodor, illustratore e diplomato in restauro. I contenuti dell’allestimento sono stati organizzati da Linda Marsotto, laureanda in restauro. Il design grafico è a firma di Enrico Cortinovis».

In occasione del taglio del nastro è stato presentato anche il volume «Il monastero restituito. Astino: progressi di una rinascita (2016-2023)», curato dalla dottoressa Alessandra Civai, che riporta un contributo del professor Stefano Marziali.