(Italiano) Al Giardino Giusti va in scena «Paradeisos, nostalgia del ritorno»

(Italiano) Al Giardino Giusti va in scena «Paradeisos, nostalgia del ritorno»

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Una mostra–dimostrazione degli studenti dell’ultimo anno di Atelier Direction che hanno indagato il tema dei luoghi d’origine, dei giardini e della nostalgia del ritorno grazie a un’inedita collaborazione tra l’Accademia e lo splendido giardino di Veronetta

Dal 7 al 21 giugno

Tra scorci e suggestioni dello splendido Giardino Giusti va in scena «Paradeisos, nostalgia del ritorno» una mostra unica nel suo genere che coinvolge tutti gli studenti dell’ultimo anno del corso biennale di Mediazione cultura dell’arte – Atelier Direction dell’Accademia di Belle arti statale di Verona.

Dipinti, fotografie, video, sculture saranno in mostra nello storico giardino, luogo non casuale quanto più ideale. Le opere, infatti, sono la declinazione di una ricerca annuale degli studenti che con Daniela Rosi, docente di Pittura al biennio nel corso di Atelier Direction e curatrice della mostra, hanno indagato sul tema del giardino, del paradiso e della nostalgia del ritorno, dagli antichi persiani a oggi.

La mostra sarà inaugurata il 7 giugno, alle 18, al Giardino Giusti, in via Giardino Giusti, 2, a Verona. Sarà aperta al pubblico fino al 21 giugno.

«παράδεισος (paradeisos), nostalgia del ritorno, non è una tradizionale mostra d’arte, in cui si selezionano le opere migliori o più adeguate a un tema, ma una mostra insolita – spiega la professoressa Rosi –. È la presentazione e dimostrazione dei risultati di un percorso di ricerca, durato un intero anno accademico, portato avanti da tutti gli studenti del secondo anno del biennio di pittura di Atelier direction, quindi all’ultimo anno del loro percorso accademico. Ci sono anche due studenti iscritti al primo anno del biennio che si sono proposti e un allievo che ha da poco concluso la triennale di Pittura. Il tema investigato è quello del Giardino come “luogo dell’origine”, di paradiso, di luogo ideale al quale ogni essere umano desidererebbe tornare perché ne ha nostalgia. Tutti esporranno il frutto della propria ricerca declinata a loro piacimento».

Espongono Letizia Badinelli, Elison Bellini, Valentina Bellini, Isabella Besutti, Francesca Biancato, Sara Biondani, TmSabrina, Benedetta Cammarota, Clelia Cecchinato, Marco Chemello, Roberta Cordioli, Federica Cortese, Leonardo De Rossi, Letizia Frescura, Filippo Locatelli, Martina Maranelli, Margherita Masin, Caterina Mazzoli, Corinna Piasentin, Simona Rocco, Claudia Sallustio.

Ogni studente, durante l’anno, ha lavorato per conto proprio su un tema di ricerca affiancando alla parte teorica sulla storia dei giardini quella del lavoro artistico liberamente interpretato. In mostra, quindi, si ammireranno diversissime forme di espressione artistica in coerenza con l’indirizzo intrapreso. «Gli studenti del biennio – spiega infatti Rosi – pur frequentando una specialistica nell’ambito di pittura, non necessariamente sono interessati a diventare artisti: molti si sono iscritti al biennio con l’idea di poter condurre un atelier, di potersi dedicare all’insegnamento o alla mediazione culturale dell’arte. Perciò l’esposizione non mostrerà al pubblico solo lavori intesi come “opera d’arte”, ma anche frutti di ricerca utili all’essere convertiti in mediazione culturale o laboratori».

«Ringraziamo Giardino Giusti – aggiunge il presidente dell’Accademia, Andrea Falsirollo – che ha accolto con grande generosità, tramite la direttrice Francesca Trentini, i nostri studenti che hanno potuto così frequentare liberamente il giardino e affrontare il tema immergendosi in questo affascinante contesto».

«Il Giardino Giusti – conclude la direttrice Francesca Trentini – è felice di ospitare questa esposizione. La collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Verona è un passo importante per il Giardino, che da sempre pone l’educazione e la didattica al centro dei suoi obiettivi. Il giardino è infatti un luogo di cultura e conoscenza, che fin dalla sua creazione doveva essere vissuto; un luogo che doveva raccontare, stupire, ispirare chi ne percorreva i viali. Con il diffondersi in Europa del Grand Tour, il Giardino divenne una tappa obbligata di tutti i grandi viaggiatori e giovani studiosi di passaggio per Verona. Questa mostra rappresenta anche un’importante occasione per offrire ai nostri visitatori una nuova prospettiva sul giardino e un’esperienza di visita diversa dal solito. Questa è la prima collaborazione con l’Accademia e siamo certi che porterà a nuovi e interessanti progetti in futuro, contribuendo a valorizzare il patrimonio artistico e culturale della nostra città».