07 ott Accademia di Belle Arti Verona partecipa a MARMOMAC 2026, Verona
Accademia di Belle Arti Verona Partecipazione a MARMOMAC 2026
Corso di Design 3
Gruppo studenti progettisti: COOOLAB
Coordinamento progetto: prof. Sotirios Papadopoulos
Mensura Universi
Il progetto nasce dalla volontà di far coincidere i due atti primordiali dell’architettura: recingere e coprire, fondendoli in un uno. Da questa riflessione prende forma un’architettura simbolica: un dodecaedro, costituito da una struttura portante in acciaio che sostiene dodici facce pentagonali. In questo sistema, limite e copertura diventano parti di un’unica figura geometrica che definisce e protegge lo spazio.
La scelta del dodecaedro non è casuale. Esso fa parte dei solidi platonici, poliedri regolari convessi con facce tutte uguali. Seguendo questa regola geometrica si ottengono cinque solidi: tetraedro, esaedro, ottaedro, icosaedro e dodecaedro. Nel dialogo Timeo, Platone associa queste forme agli elementi dell’universo: il tetraedro al fuoco, l’ottaedro all’aria, l’icosaedro all’acqua e l’esaedro alla terra, mentre il dodecaedro rappresenta la totalità cosmica, l’Universo. In molte culture antiche queste forme hanno assunto significati spirituali e cosmologici; come il dodecaedro romano, oggetto in bronzo o pietra, di valore rituale o spirituale.
L’architettura proposta, prevede dodici facce pentagonali in acciaio forate dove si inseriscono dei prismi pentagonali in onice bianco di tre altezze diverse: i dislivelli creano una texture che caratterizza la struttura. Al centro di ogni faccia un foro circolare, ispirato alla geometria dei dodecaedri romani, permette l’ingresso di luce e aria. La pavimentazione è in legno di cedro, noto per il suo caratteristico odore balsamico.
L’architettura si configura così come uno spazio contemplativo: un luogo raccolto che isola dal mondo esterno. Al centro dell’ambiente è presente un cuscino, invito a fermarsi e meditare. La geometria del dodecaedro diviene strumento per costruire un luogo ideale, attraverso un’architettura che trasforma la pietra in misura dell’universo e in spazio di quiete interiore.
Mensura Universi
The project originates from the intention to bring together the two primordial acts of architecture: enclosing and covering, merging them into one. From this reflection emerges a symbolic architecture: a dodecahedron composed of a steel load-bearing structure that supports twelve pentagonal faces. In this system, boundary and roof become parts of a single geometric figure that defines and protects space.
The choice of the dodecahedron is not accidental. It belongs to the family of Platonic solids, convex regular polyhedra whose faces are all identical. Following this geometric rule, five solids can be generated: the tetrahedron, hexahedron, octahedron, icosahedron, and dodecahedron. In the dialogue Timaeus, Plato associates these forms with the elements of the universe: the tetrahedron with fire, the octahedron with air, the icosahedron with water, and the hexahedron with earth, while the dodecahedron represents the cosmic totality—the Universe itself. In many ancient cultures these forms acquired spiritual and cosmological meanings, as in the case of the Roman dodecahedron, a bronze or stone object believed to have ritual or symbolic significance.
The proposed architecture features twelve perforated steel pentagonal faces into which pentagonal prisms of white onyx, in three different heights, are inserted. The variations in height create a textured surface that characterizes the structure. At the center of each face, a circular opening, inspired by the geometry of Roman dodecahedra, allows light and air to enter the interior. The floor is made of cedar wood, known for its distinctive balsamic scent.
The architecture thus takes shape as a contemplative space: an intimate place that isolates the visitor from the outside world. At the center of the space there is a cushion, inviting one to pause and meditate. The geometry of the dodecahedron becomes a tool for constructing an ideal place, through an architecture that transforms stone into a measure of the universe and into a space of inner quiet.

