L’Accademia di Belle Arti di Verona diventa statale

foto direttore e presidente abavr

L’Accademia di Belle Arti di Verona diventa statale

 

Una storia iniziata nel 1764, passando per significativi traguardi, trasformazioni e sviluppi, arriva oggi al culmine del suo riconoscimento con il passaggio dell’Accademia di Belle Arti di Verona al settore pubblico. Il presidente Giaracuni: “Si corona un percorso di crescita qualitativa in ambito sia didattico che di ricerca di cui siamo assolutamente orgogliosi e piacevolmente soddisfatti”.

 

È stato approvato il 3 agosto con voto unanime del consiglio comunale di Verona l’accordo che sancisce l’ultima tappa del passaggio dell’Accademia di Belle Arti di Verona al settore pubblico.

L’iter avviato nel 2017 ha portato cinque Accademie storiche italiane private a vedere riconosciuto il proprio valore storico culturale e per questo motivo essere meritevoli di definizione pubblica.

Nella sostanza l’attività dell’Accademia, già equiparata e riconosciuta dal Ministero dell’Università e della Ricerca a quella universitaria con il rilascio di diplomi di primo e secondo livello, non cambia. Continuano i corsi di studio, i progetti, le attività istituzionali e internazionali. Continuano le numerose collaborazioni con professionisti, enti e organizzazioni culturali e sociali.

La vera trasformazione avviene nella definizione della sua natura: da ente partecipato del Comune di Verona a ente pubblico statale.

Si auspica così un’apertura a un bacino ancora più ampio di studenti, assunzioni di numerosi docenti del suo già nutrito corpus, possibilità più ampie di accesso a finanziamenti anche pubblici, ma, soprattutto, garanzia della continuità della sua storia nel futuro.

Questa storia, lunga e contraddistinta da una forte vitalità, rappresenta un unicum nel panorama italiano con la nascita dell’Istituzione che risale alla fine del ‘700 a opera del pittore Giambettino Cignaroli, in un’epoca in cui la formazione artistica avveniva all’interno di botteghe e per una ristretta cerchia di artisti e appassionati. Tra i momenti principali va segnalato il riconoscimento legale delle Scuole di Pittura, Scultura, Scenografia, Decorazione, Restauro e Progettazione artistica per l’impresa che ha portato nel 2012 all’accreditamento di tutti i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Verona quale Istituzione per l’Alta Formazione Artistica (AFAM) riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il pittore Cignaroli, che dal 2012 non dà più il nome all’Accademia, rimane il suo storico fondatore che ha avuto il merito di aver donato alla città di Verona quella che oggi è una nuova Accademia statale.

«Siamo felici che il processo di statalizzazione dell’Accademia sia arrivato al giro di boa finale – spiega il presidente Marco Giaracuni –.Si tratta del riconoscimento di un lungo percorso che premia un’istituzione del comparto dell’alta formazione che ha ormai raggiunto un livello di eccellenza conclamato. Grazie al lavoro di concerto sviluppato nell’ultimo quinquennio con il direttore Francesco Ronzon, e prima con il direttore Massimiliano Valdinoci, con l’amministrazione, di cui ringrazio particolarmente la direttrice amministrativa Loredana Teramo per la profusione di risorse e la costanza che ha dimostrato nel seguire l’intero processo, e con tutti i docenti, siamo riusciti a organizzare e sviluppare corsi, eventi e progetti che oggi l’Accademia porta in dote come parte della sua identità caratteristica. Grazie anche all’amministrazione comunale di Verona. Oltre a un incremento costante del numero di iscritti – continua Giaracuni – l’Accademia si è legata a progetti artistici nel settore ecologico, ha strutturato progetti regionali con il mondo aziendale, ha sviluppato corsi di laurea in patnership con istituzioni internazionali (Arab American University in Palestina) e si è accreditata come una delle prime Accademie italiane per quanto riguarda gli indici di internazionalizzazione Erasmus. In questo senso la statizzazione corona dunque un percorso di crescita qualitativa in ambito sia didattico che di ricerca di cui siamo assolutamente orgogliosi e soddisfatti».

L’Accademia, che cota oltre 800 iscritti, haaperto le iscrizioni dell’anno 2022-2023 con nuovi indirizzi biennali, l‘Animation & game art e l’Atelier direction che si affiancano alla proposta formativa tradizionale.Le iscrizioni si chiuderanno il 31 agosto.

Una decina gli indirizzi tra cui scegliere. Per il triennio sono attivati i percorsi di Scultura, Decorazione, Scenografia, Pittura, Design e Nuove tecnologie dell’arte. Mentre per la specialistica del biennio tre gli ambiti: Italian strategie and design; Animation & game art; Atelier direction, per la mediazione culturale dell’arte.

C’è poi il consolidato percorso quinquennale di Restauro, a ciclo unico e a numero chiuso con due indirizzi: uno dedicato al restauro lapideo e di gessi e stucchi, l’altro a dipinti su tela, su supporto ligneo e sculture contemporanee.

Nella foto, da sinistra il direttore Ronzon e il presidente Giaracuni.

 

Maria Vittoria Adami